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1975-09-14 - Irresponsabili dichiarazioni del padre di Alceste Campanile Stampa E-mail
sabato, 11 dicembre 2004

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Irresponsabili dichiarazioni del padre di Alceste Campanile. La nostra risposta

REGGIO EMILIA, 13 - A distanza di tre mesi dall'assassinio del compagno Aleeste Campanile, le indagini di polizia e magistratura stanno peggio che al punto di partenza. Accogliendo generosamente le tesi della sua « mitomania», le autorità inquirenti hanno messo fuori dall'inchiesta il fascista Donatello Ballabeni. Controllata l'estraneità fisica all’assassinio (Ballabeni ha fornito un alibi per la sera del delitto), nessun tentativo serio è stato fatto per ricostruire il quadro organizzativo dell'attività della Legione Europa, e i legami che Ballabeni aveva con essa. Come avevamo denunciato, l'uscita di scena di Ballabeni ha significato anche la chiusura della pista nera.

A questo punto le « autorità inquirenti » non hanno trovato niente di meglio da fare che ritornare a una presunta « pista rossa » anche se in modo più discreto rispetto alle sortite smaccate dei carabinieri. In questo quadro vanno citate le voci che connettono il trasferimento alil'OAIO di Bologna del comandante della compagnia di Reggio, ten. colonnello Piromallo, secondo cui egli « non sarebbe in linea » con l'orientamento ufficiale dell'Arma.

Contemporaneamente, di fronte alla precisa e circostanziata denuncia di L.C. nei confronti dei legami e delle protezioni di cui godono tradizionalmente i fascisti di Reggio Emilia, si è messa in moto la magistratura, che ci ha denunciati per aver fatto conoscere, tra le altre cose, i legami, e le amicizie tra il fascista Pecoriello, noto a Reggio Emilia per le sue imprese squadristiche, il commissario Fabiano e l'agente Della Turca. E' in questo quadro di strumentalizzazioni, di montature e di provocazioni nei riguardi di tutta la sinistra e di L.C. in particolare, che pesca a piene mani la volgare campagna di stampa rilanciata dal « Resto del Carlino » e dal giornale della Confìndustria locale « La Gazzetta di Reggio Emilia », a partire da alcune affermazioni del padre di Alceste.

Vittorio Campanile ha fatto affiggere sui muri della città un manifesto che dice

« La notte del 12 giugno scorso, in località Convoglio, sulla strada da Sant'Ilario a Montecchio, una mano assassina ha barbaramente ucciso a tradimento, con due colpi di pistola alla nuca e al cuore, Alceste Campanile, studente universitario di 22 anni. Il padre, nel piangere la giovinezza e l'umanità di Alceste, calpestata dai criminali che hanno ideato ed eseguito l'orrendo delitto, si rivolge a tutti coloro che lo hanno conosciuto, che gli sono stati amici, che lo hanno amato e lo hanno avuto vicino nei suoi slanci di generosità, nella sua lealtà, nei suoi impegni culturali, nei suoi ideali di vita coraggiosa, e li invita ad avere lo stesso coraggio di Alceste, a vincere ogni timore, a fugare la paura che li fa tacere e li corresponsabilizza moralmente, mettendoli sullo stesso livello di coloro che lo hanno trucidato vigliaccamente, e chiede a chiunque di essi sia in grado di fornire notizie di cui fossero a conoscenza, utili per l'identificazione e la cattura dei criminali, di comunicarle nei modi che riterranno più opportuni ».

Questo il testo del manifesto. Vittorio Campanile ha anche tenuto una conferenza stampa, nel corso della quale avrebbe formulato opinioni e insinuazioni gravissime sulla vicenda.
Sostanzialmente Vittorio Campanile ha asserito, senza alcun elemento a sostegno delle sue tesi, che Alceste non può essere stato assassinato che dai suoi amici; e, a quanto pare, ha chiamato direttamente in causa Lotta Continua.


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