spacer
spacer

Alceste Campanile
Per ricordarti

spacer
header
Menu generale
Home
Lettere mai spedite
Il testo di invito
Documenti recenti
Documenti dell'epoca
Immagini
Commenti
Registrati
Links
Cerca
 
Home arrow Documenti recenti arrow 2005-11-04 - Gazzetta di Reggio - Caso Campanile: parla il fratello

2005-11-04 - Gazzetta di Reggio - Caso Campanile: parla il fratello Stampa E-mail
sabato, 16 giugno 2007
Caso Campanile: parla il fratello
di Tiziano Soresina

Le ultime ore di Alceste Campanile raccontate per la prima volta dal fratello Domenico che considera Paolo Bellini - autoaccusatosi - responsabile del delitto, anche se non ci vede chiaro sul movente.

«Alceste era arrivato a casa per cena - ha raccontato il fratello alla studentessa universitaria Alice Botti, intervista proposta dal sito http://alceste.b-com.it curato da Willer Barbieri, compagno di Alceste in Lotta Continua negli anni Settanta - e mi aveva chiesto cosa avrei fatto quella sera, se sarei andato al Redas. Io non sapevo ancora cosa fare perchè dovevo sentire gli amici che poi avremmo deciso. "Ma se ci andate poi passami a prendere". Alla fine non se ne fece nulla perchè lui uscì».
Qualcosa però non quadra, per il fratello, nella ricostruzione di quella tragica sera. «Bellini dice che Alceste faceva l'autostop, ma per fare l'autostop per Montecchio bisogna almeno arrivare sulla strada per Cavriago. Probabilmente chi lo ha caricato ha fatto la strada per Sant'Ilario e quindi bisogna capire come Alceste ha fatto ad arrivare sulla via Emilia».
Cronometro alla mano, fra l'uscita di casa di Alceste (intorno alle 22) e l'omicidio (alle 0,20) vi sarebbe un «buco» di più di un'ora.
E sul movente politico dell'omicidio considerato credibile dal procuratore capo Italo Materia che ha chiuso le indagini? «Tre giorni dopo ci sarebbero state le elezioni - considera Domenico Campanile - e poteva essere un gesto dimostrativo per dimostrare di essere un gruppo, o una persona, in grado di compiere atti forti e accreditarsi presso politici o criminali. Però è anche strano come possano aver scelto lui. Infatti per quanto Alceste fosse in vista a Reggio, non era un leader politico. Se c'era da menare le mani lui non si tirava indietro, era uno molto impegnato e che si dava da fare, ma non uno che potesse costituire un pericolo particolare».
Considera perciò un lato oscuro di questa storia l'ordine di uccidere che sarebbe arrivato da Massa Carrara, in specie - secondo l'accusa - da Giulio Firomini. L'ultima annotazione di Domenico Campanile - professore di fisica all'istituto Blaise Pascal - è sull'affermazione di Bellini che dice d'aver caricato Alceste a forza sull'auto, in quella tragica sera di trent'anni fa.
«Mi sembra strano. Per caricare a forza una persona su un'auto ci vorrebbero almeno tre persone e poi devono tenerlo bloccato in auto fino dopo Sant'Ilario, sembra inverosimile. Io credo che se lui ha chiesto un passaggio facendo l'autostop è salito sull'auto e sul momento può non aver visto con chi stava salendo per il buio e può averlo riconosciuto solo a posteriori, una volta montato.
E poi non è sceso perchè non ha pensato ad un pericolo così grande. Ma anche questa è una cosa da chiarire».
spacer
Questo sito è amministrato tecnicamente da Willer Barbieri; per contattarlo scrivi a alceste_adm@b-com.it
E' ospitato dai server di B-Com e realizzato con Mambo, un software libero, rilasciato sotto licenza GNU/GPL.
spacer