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2007-03-21 - Giornale di Reggio - Alceste, a giugno il processo |
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sabato, 24 marzo 2007 |
Caso Campanile: il 19 giugno Bellini a processo Trentadue anni dopo si alza il sipario su uno dei casi più controversi della storia reggiana: l'uccisione del militante di Lotta continua a cura di Giovanni Vignali
TRENTADUE anni e una settimana dopo l'omicidio di Alceste Campanile la giustizia inizierà a processare Paolo Bellini, pentito, reo confesso di quell'assassinio, Roberto Leoni, amico del collaboratore di giustizia nel lontano '75, oggi coinvolto proprio da lui, che lo descrive come l'uomo che sparò il secondo colpo al giovane militante di Lotta continua, e altre tre persone, non reggiane. Sono Franca Tanzi e Piercelso Mezzadri, coniugi parmigiani, coloro i quali secondo lo stesso Bellini gli avrebbero passato l'ordine di fare fuoco, consegnandogli la pistola che ammazzò Alceste, e Giulio Ennio Firomini, che il pentito descrive come il mandante di un omicidio che ancora inquieta Reggio.
I cinque compariranno il 19 giugno 2007 davanti al Giudice per l'udienza preliminare Riccardo Nerucci, l'ordinanza che fissa l'udienza è datata 6 marzo. Era il 12 giugno 1975 quando Alceste venne ammazzato fra Montecchio e Cavriago, ritrovato ucciso da un colpo alla testa e l'altro al cuore, sparati, stabilì la perizia balistica, da una calibro 7,65. Per molti anni le indagini hanno sbandato da una parte e dall'altra, senza mai arrivare a nulla. Dapprima la pista fascista, una sorta di "tradimento" fatto pagare col sangue, poi la pista rossa, il riscatto del sequestro Saronio, i sospetti disperati del papà di Alceste, Vittorio, che come ebbe a dire una volta lui stesso a un cronista si trasformò "in un detective" per giungere alla verità sulla morte del figlio.
Il 3 giugno 1999 Bellini veniva catturato dagli uomini dell'Antimafia ed è nelle ore successive, col pentimento del killer, che inizia a emergere uno scenario mai preso in considerazione: a uccidere Campanile sono stato io, disse in questura quello che è diventato il più importante collaboratore di giustizia della storia della malavita reggiana, lasciando magistrati e poliziotti senza parole. Ci sono voluti peraltro molti altri interrogatori, in sequenza, perché si rischiarasse la versione definitiva dello stesso Bellini di quei fatti, versione sulla base della quale il procuratore della Repubblica Italo Materia ha chiuso le indagini chiedendo cinque rinvii a giudizio.
Non tutti credono ancora all'ex killer, reo confesso, e i coindagati ascoltati dal magistrato hanno negato decisamente il loro coinvolgimento in quell'episodio oscuro della cronaca giudiziaria recente. Fra chi ha svolto ricerche di archivio, in particolare, risulta un po' inverosimile che il "rosso" Campanile avrebbe accettato di farsi dare un passaggio in autostop dal "nero" Bellini, per raggiungere la discoteca di Montecchio Redas. Materia ha ascoltato e riascoltato le parole del pentito, le ha messe in controluce con i dati e le perizie a sua disposizione, e ha concluso che la ricostruzione sta in piedi. Ora sta al Gup valutare quali prove di colpevolezza ci sono anche per le persone chiamate in causa dall'ex killer. |
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