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2007-04-14 - Gazzetta di Reggio - Delitto Campanile, solo Bellini a processo Stampa E-mail
sabato, 16 giugno 2007
Delitto Campanile, solo Bellini a processo
La procura "congela" le posizioni dei 4 indicati dal killer come mandanti

di Tiziano Soresina

Ancora un colpo di scena giudiziario sull'omicidio di Alceste Campanile. Il procuratore capo Italo Materia - che ha condotto l'inchiesta - ha chiesto il rinvio a giudizio solo per Paolo Bellini (autoaccusatosi di quel delitto), lasciando «congelate» le posizioni delle altre quattro persone - Roberto Leoni (figura di spicco, negli anni Settanta, della destra reggiana), Giulio Ennio Firomini e la coppia parmense Piercelso Mezzadri e Franca Tanzi - indicate dal killer come mandanti di quel delitto.
Alla base una ben precisa strategia: vedere se il gup considererà credibile Bellini. Tutto l'impianto accusatorio si basa sulle confessioni del killer ore 53 enne, ma sarà il giudice dell'udienza preliminare (Riccardo Nerucci) a valutare se effettivamente è credibile.
Se nell'udienza - fissata per il 19 giugno - il gup Nerucci riterrà convincente la ricostruzione dell'omicidio (modalità e mandanti), Bellini sarà rinviato a giudizio davanti all'Assise.
In questo caso, allora, il procuratore della Repubblica potrebbe innescare la seconda fase della sua strategia processuale, chiedendo il rinvio a giudizio al gup anche per gli altri quattro indicati da Bellini come gli «ispiratori» dell'assassinio avvenuto la sera del 12 giugno sulla strada Reggio-Montecchio. Se invece l'ex primulanera sarà considerata inattendibile dal giudice, si andrà verso l'archiviazione non solo per il reo confesso ma anche per le quattro persone che ha tirato in ballo. Intanto Paolo Bellini attende in carcere uno dei processi più attesi, quello che dovrà fare chiarezza - a distanza di 32 anni - su una delle pagine più misteriose della storia d'Italia. L'ex bandito della Mucciatella ha inquadrato il delitto nell'ambito politico: ambienti di destra, secondo il suo racconto, condannarono a morte un giovane di sinistra che aveva «tradito» passando dalla Giovane Italia a Lotta Continua. In sette mesi il procuratore capo Italo Materia aveva chiuso le indagini e a fine 2005, dopo le repliche degli avvocati difensori degli indagati, aveva depositato la richiesta di rinvio a giudizio. Un processo che è atteso dalla metà degli anni Settanta: come parti offese figurano la madre (Lucrezia Fazio) e ilfratello (Domenico Campanile) della vittima.
Bellini durante le indagini è stato sentito più volte dal procuratore Materia, probabilmente nel carcere dove è rinchiuso con altri collaboratori di giustizia e in cui sta scontando la pena a 22 anni e mezzo di cella per i delitti che insanguinarono Reggio a cavallo fra il 1998 eil 1999. L'ex killer confessò otto anni fa d'aver ucciso il 22 enne militante di Lotta Continua, tirando in ballo anche Roberto Leoni come esecutore materiale. L'inchiesta ha chiarito che i due colpi mortali furono sparati dalla stessa pistola. Un rituale di morte che così è stato descritto dal pentito: ha affermato che lui sparò il primo colpo in testa a Campanile, mentre il secondo proiettile al cuore sarebbe stato esploso da Roberto Leoni (che ha negato, però, ogni addebito nell'interrogatorio in procura). Bellini indica poi tre persone come mandanti del delitto. Tutto sarebbe partito da Giulio Ennio Firomini (ex estremista di destra di Massa) che avrebbe dato incarico all'ex primula nera di far fuori Campanile, mettendogli anche a disposizione l'arma usata nello stradello di campagna in località Convoglio. Mentre la coppia parmense Piercelso Mezzadri e Franca Tanzi avrebbe appositamente incontrato Bellini e in quell'incontro sarebbe stato preparato il delitto. Una ricostruzioneche focalizza un omicidio premeditato.
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