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2007-04-21 - Gazzetta di Reggio - Campanile, attacco alla procura Stampa E-mail
sabato, 16 giugno 2007
Campanile, attacco alla procura
Contestata la «mossa» di Bellini unico a processo
di Tiziano Soresina

Non è piaciuta ai legali di due dei quattro coimputati la «mossa» del pm capo Italo Materia che, per l'omicidio di Alceste Campanile, ha chiesto il rinvio a giudizio solo per
Paolo Bellini, «congelando» le altre posizioni. «E' un'anomalia procedurale - dicono gli avvocati Marco Pinotti e Gianni Correggiari - se il procuratore Materia non farà
le sue richieste, ci rivolgeremo alla procura generale».L'alzata di scudi contro la procura arriva dai difensori della coppia parmense Piercelso Mezzadri e Franca Tanzi: quando venne ucciso Campanile (il 12 giugno 1975) i due gestivano un bar, a Parma, sotto la sezione missina e secondo Bellini sarebbero fra i mandanti di quell'omicidio che maturò come vendetta degli ambienti di destra reggiani
contro il 22enne Alceste, passato dalla Giovane Italia a Lotta Continua.
«A parte che i nostri assistiti si proclamano da tempo innocenti - proseguono gli avvocati Pinotti e Correggiari - sono passati già due anni dalle indagini e il procuratore
della Repubblica non si è ancora espresso sui coindagati, chiedendo solo il rinvio a giudizio per Bellini. Tutto ciò è processualmente non corretto, inoltre si nascondono grosse insidie. Se il pm Materia non farà le sue richieste, chiedendo il rinvio a giudizio o l'archiviazione per i coindagati, faremo il passo di rivolgerci al procuratore generale di Bologna che può avocare a sè l'inchiesta».
Poi i due avvocati - che hanno incontrato i giornalisti nello studio legale di via Giorgione - hanno spiegato perchè questa «scelta» della procura è insidiosa. «E' probabile che il gup rinvii a giudizio Bellini e perciò nel successivo processo i coindagati non potranno intervenire se non come testimoni, come persone informate dei fatti. In pratica, indirettamente e psicologicamente verranno giudicati anche i nostri assistiti senza però potersi difendere in un processo che avrà oltretutto anche un grosso impatto mediatico ».
I difensori aggiungono che «la legge prevede la riunione dei procedimenti, ma non le divisioni» ribattendo alla valutazione giornalistica che vi è già stato un precedente in
tal senso, adottato dall'Antimafia di Bologna come strategia processuale. Poi le riflessioni si sono concentrate sui rapporti fra Bellini e la coppia parmense che, secondo il pentito, avrebbero preparato con cura il delitto ordinato da Giulio Ennio Firomini (ex estremista di destra di Massa), incontrando appositamente l'ex primula nera che poi avrebbe agito con l'aiuto di Roberto Leoni (ma lui nega, come del resto tutti quelli tirati in ballo dal reo confesso).

«I nostri assistiti conoscevano Bellini solo come cliente occasionale del loro bar a Parma. Non avevano mai sentito parlare di Campanile - concludono gli avvocati Pinotti e Correggiari - e solo quando l'omicidio finì sui giornali seppero della sua esistenza. Per non parlare della ricostruzione fatta da Bellini, non sta in piedi né come movente,
né come esecuzione del delitto. Troppe contraddizioni, troppe versioni ritoccate ». La coppia parmigiana - che è incensurata - sta vivendo con apprensione questo coinvolgimento in un omicidio premeditato che da 32 anni viene etichettato come una delle pagine più nere della storia italiana. Mezzadri e Tanzi - al pari di Leoni e Firomini - rischiano l'ergastolo o perlomeno una pena pesantissima in caso di condanna.

Ben diversa la posizione di Bellini che, avendo reso quella confessione, non rischia l'ergastolo (può ottenere le attenuanti generiche) e dovendo già scontare una condanna a 22 anni per i delitti di Reggio del 1998-99, con il cumulo di pena non andrebbe oltre i trent'anni di cella complessivi.
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