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2007-04-24 - Gazzetta di Reggio - «Risponderò alla procura generale» |
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sabato, 16 giugno 2007 |
«Risponderò alla procura generale» Il pm capo Materia non teme la contromossa di due indagati di Tiziano Soresina
«Se la procura generale farà la sua richiesta, sarò pronto per rispondere».Il procuratore capo Italo Materia non intende entrare in polemica con gli avvocati dei due coindagati (Piercelso Mezzadri e Franca Tanzi) che minacciano di rivolgersi alla procura generale di Bologna se il procuratore della Repubblica non farà altre mosse sul versante delle indagini che, per il delitto di Alceste Campanile, si sono concretizzate con la richiesta di rinvio a giudizio solo per il pentito Paolo Bellini. Nessuna polemica, ma il numero uno della procura di Reggio lascia comunque intendere che sa il fatto suo. «Ognuno deve fare il suo lavoro serenamente - pesa le parole il procuratore della Repubblica - e soprattutto ognuno ha le sue strategie da seguire. I due difensori vogliono fare un certo passo? Lo facciano pure, io mi farò trovare pronto. Del resto non è la prima volta che mi trovo a "gestire" Bellini e le sue confessioni in ambito reggiano: mi sembra che poi i risultati siano arrivati, il processo in Assise lo sta a dimostrare. Anche stavolta ho una mia strategia - conclude - e non intendo parlarne adesso, aspettiamo l'udienza preliminare di giugno». Una risposta prevedibile quella del procuratore Materia, perchè lo «stralcio» delle posizioni giudiziarie è una tecnica che, dal suo avvento a Reggio, ha subito «trasmesso » ai suoi sostituti, facendo leva sui trascorsi alla procura distrettuale antimafia di Bologna dove questa strategia è stata pi
volte applicata in passato. Rimane il fatto che il termine dei due anni d'indagine previsto dalla legge sarebbe già stato oltrepassato, mentre le posizioni dei quattro coindagati rimangono «congelate », cioè per loro non è stata fatta dalla procura né la richiesta di rinvio a giudizio (avanzata per il solo Bellini, che ha confessato l'omicidio tirando in ballo altre quattro persone), né la richiesta d'archiviazione.
Un punto-chiave della questione giudiziaria che non sembra preoccupare granchè la procura, mentre gli avvocati difensori partono proprio da questo «sforamento » per fare la voce grossa, minacciando la contromossa di far intervenire la procura generale affinchè avochi a sé l'inchiesta e parta con le richieste al gup. Ma più che una minaccia sembra ormai un muro contro muro. «A questo punto valuteremo sul da farsi - si limitano a dire i due legali - ma i termini per le indagini sono previsti dalla legge che va rispettata: a noi risulta che l'iscrizione al registro degli indagati risalga ai primi del 2005, quindi i termini sono già abbondantemente scaduti. Una persona non può essere indagata a vita. Vi sono troppe insidie sotto questa strategia della procura che punta su Bellini, unico a processo». |