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2007-04-28 - Gazzetta di Reggio - Campanile, Bellini cambia mandante Stampa E-mail
sabato, 16 giugno 2007
Campanile, Bellini cambia mandante
Ora accusa il più vecchio dei Firomini In un interrogatorio la nuova «verità»
di Tiziano Soresina

Non c'è pace per l'inchiesta sull'omicidio di Alceste Campanile.Stavolta è chi si è autoaccusato del delitto - cioè Paolo Bellini - a dare uno scossone, parlando di equivoco su uno dei mandanti che ha indicato. Se non ci fosse di mezzo un delitto irrisolto da 32 anni, verrebbe voglia di sorridere perchè il pentito, quando si è ritrovato fra le mani l'avviso di chiusura-indagini, ha chiesto subito di essere interrogato: quel Firomini di Massa che lui ha indicato come mandante non è il 52enne Giulio Ennio (come scritto sul capo d'imputazione), ma il fratello più vecchio Piero.

E nell'interrogatorio - avvenuto nel carcere dove il killer sta scontando i 22 anni e mezzo per i delitti di Reggio - Bellini ha riformulato le sue accuse, ridando ruoli invertiti ai fratelli Firomini: Piero avrebbe «ordinato» l'omicidio per motivi politici, mentre il più giovane Giulio Ennio lo ricorda solo come semplice conoscenza all'interno
degli ambienti di destra. Secondo l'ex primula nera il più vecchio dei fratelli Firomini avrebbe ricoperto, negli anni Settanta, un ruolo importante in «Avanguardia Nazionale
», cioè in una delle formazioni di punta della destra estremista. Proprio frequentando quell'associazione i due si sarebbero conosciuti e i «contatti» fra loro non si sarebbero
mai allentati, nemmeno quando Bellini fuggì nel 1976 in Brasile, procurandosi la nuova identità di Roberto Da Silva. Con questa nuova «taratura» si differenziano nuovamente le posizioni dei fratelli Firomini che negli anni Settanta frequentavano gli ambienti di destra toscani ed emiliani. In pratica si è ritornati alla situazione d'avvio d'indagini, quando Piero risultava indagato e Giulio Ennio era individuato come persona informata dei fatti. In queste vesti erano stati interrogati in procura, poi improvvisamente le parti si erano invertite. Perchè Bellini ha atteso la chiusura delle indagini per «ritoccare» quello che lui indica come mandante principale del delitto? E' stato solo un errore in fase di stesura del capo d'imputazione da parte del procuratore capo Italo Materia, oppure Bellini ha dato una nuova versione sui legami con la destra movimentata di quei tempi che si vantava di aver compiuto fior di spedizioni punitive contro i «rossi»? Comunque sia, la posizione di Piero Firomini come coindagato rimane «congelata » al pari degli altri tre in vista dell'udienza preliminare in cui comparirà solo il reo confesso Paolo Bellini.
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