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2007-06-10 - Gazzetta di Reggio - "I servizi segreti sanno tutto del delitto" Stampa E-mail
sabato, 16 giugno 2007
"I servizi segreti sanno tutto del delitto"
Sulla tomba di Campanile lo sfogo dei vecchi compagni di lotta
di Tiziano Soresina

Un omicidio impenetrabile come l'edera che avvolge la tomba di Alceste Campanile, nel cimitero di San Maurizio.Ma stavolta è diverso, fra pochi giorni le indagini — a 32 anni dall'omicidio del 22enne militante di Lotta Continua — sfoceranno in un processo perché c'è chi ha confessato quel delitto: l'ex primula nera Paolo Bellini dice che sparò per vendetta politica.

E' la tanto attesa «sterzata» all'inchiesta che gli amici e compagni di lotta politica nell'ultrasinistra degli anni Settanta sentono appiccicata sulla pelle. Un'ansia di sapere
che ieri si è subito materializzata in cimitero, nella commemorazione di Alceste. Rimangono alcuni dubbi, ma chi è lì, commosso, attorno alla tomba in pietra tutto sommato crede alla confessione, anche se allarga subito il campo, lanciando una sorta di appello.
«Bellini può aver ucciso, ma nasconde qualcosa — spiegano compatti — e siamo convinti che vi sono altri che sanno tante cose sulla morte di Alceste. E questi altri sono per noi i servizi segreti. Perché Bellini non era un personaggio qualunque della destra: frequentava campi paramilitari, aveva troppi soldi in tasca. Si capiva che aveva contatti oscuri. Ma perché nessuno dell'intelligence parla e Bellini si è deciso a vuotare il sacco dopo tanti depistaggi? ».

I ricordi prendono sempre più corpo, Domenico Campanile — fratello di Alceste — anniusce più volte col capo e di certo ha l'animo in tumulto quando gli amici parlano, con affetto e soprattutto un groppo in gola, di «quel ragazzo allegro che amava la musica, con cui era impossibile non entrare in sintonia, ucciso dai fascisti». Ripensando a quei tempi, amici e compagni di Lotta Continua sottolineano che l'omicidio di Alceste fu un'enormità. «Nell'area reggiana, a metà degli anni Settanta, volavano tutt'al più spintoni e bastonate — ricordano con emozione — nessuno poteva aspettarsi l'omicidio e poi in quel modo: fu un'esecuzione, in pieno stile militare. Tanta fredda determinazione per accreditarsi verso certi ambienti? Di certo l'omicidio di Alceste può solo in parte spiegarsi con il clima politico di quegli anni. Fu un salto di qualità, roba da colpo di stato sudamericano... ».
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