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2007-06-10 - Gazzetta di Reggio - "La destra armò Bellini" Stampa E-mail
sabato, 16 giugno 2007
"La destra armò Bellini"
Il pm capo crede al pentito e al movente politico
di Tiziano Soresina

Il procuratore capo Italo Materia è convinto di essere venuto a capo di uno dei delitti più misteriosi della prima Repubblica.E per chi indaga la politica c'entra, eccome, nell'omicidio del giovane militante di Lotta Continua. La vita spezzata, a 22 anni, di Alceste Campanile ha il marchio della destra: lo ritiene possibile chi ha condotto le indagini, giudicando credibile l'autoaccusa del pentito Paolo Bellini.

La confessione di Bellini nel 1999, poi nel 2005 lei ha riaperto l'inchiesta sul caso Campanile: che somme si possono tirare con l'udienza preliminare ormai alle porte?

«Bisogna essere fiduciosi e sereni, quello che andava fatto è stato fatto nelle indagini. Come ben si sa, non è la prima volta che ho a che fare con il pentito Bellini».

Lei ha ritenuto credibile Bellini, diversamente dal gup di Brescia che per un altro fatto di sangue (il duplice omicidio di Viadana del 1992, ndr) non ha considerate veritiere le rivelazioni dell'ex primula nera...

«Attendo di leggere le motivazioni della sentenza di Brescia, comunque non si può trasferire meccanicamente l'attendibilità di una persona su un fatto con implicazioni
totalmente diverse».

Perché, allora, Bellini uccise Campanile?

«Il movente politico sta alla base di tutto. Può essere stato scelto come tragico obiettivo proprio Alceste Campanile perché era passato da un'organizzazione di destra come la Giovine Italia alla sponda di sinistra rappresentata da Lotta Continua. E per la cultura di destra si trattava di una cosa gravissima, Campanile era un traditore. Poi non dimentichiamo che l'omicidio si consumò quando mancavano tre giorni alle elezioni amministrative. Le modalità usate nel delitto fanno pensare ad una giustizia militare».

Perché è arrivato a stralciare la posizione dei quattro indagati (Roberto Leoni, Piero Firomini, Piercelso Mezzadri e Franca Tanzi) chiedendo al gip l'archiviazione
per gli indicati dal pentito come suoi complici nell'omicidio?

«Per chiamare in correità qualcuno occorre avere riscontri oggettivi che, in questo caso, a distanza di così tanti anni è stato impossibile trovare. Abbiamo solo le parole
di Bellini che, comunque, ritengo veritiere. Vedremo come andrà il processo il 19 giugno. Sarà una "tappa" importante e non si può escludere, al momento, che anche i quattro coindagati non finiscano sotto processo».


Insomma tutto ruota attorno a Bellini e il pentito sarà presente e parlerà nell'udienza preliminare
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