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2007-06-19 - L'informazione - Delitto Campanile, fuori la verità |
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mercoledì, 20 giugno 2007 |
Delitto Campanile, fuori la verità In tribunale l'udienza preliminare di un processo atteso da ben 32 anni di Davide Bianchini
Bellini non è credibile,nemmeno quando si autoaccusa dell'omicidio di Campanile».Questa mattina gli avvocati Marco Pinotti e Gianni Correggiari,che difendono due (Franca Tanzi e Piercelso Mezzadri) dei quattro presunti complici tirati in ballo dall'ex primula nera nel confessare il delitto Campanile (e per i quali il procuratore Materia ha chiesto l'archiviazione per mancanza di riscontri oggettivi) ,depositeranno una memoria dove spiegano perché Bellini non può essere considerato credibile.
Il documento arriverà sul tavolo del gup Riccardo Nerucci,lo stesso davanti al quale alle 9,30 si aprirà l'udienza preliminare su un processo atteso da trentadue anni. Tanto è passato infatti da quando il corpo del militante di Lotta Continua fu trovato senza vita tra Cavriago e Montecchio. L'ex primula nera Paolo Bellini si autoaccusò del delitto,tra lo stupore degli inquirenti,il 3 giugno del 1999. Il procuratore Materia gli crede,e ha chiesto il rinvio a giudizio. Ora toccherà al giudice valutarne l'attendibilità. Solo poche settimane fa il gup bresciano Carlo Bianchetti ha prosciolto Bellini e altri quattro imputati da lui chiamati in causa dall'accusa di aver ucciso due muratori calabresi a Viadana,nel Mantovano, alla fine del 1992.
Il motivo? La confessione di Bellini non regge.Si è inventato tutto. Una sentenza che getta pesanti ombre anche sulla confessione dell'omicidio di Campanile, di cui Bellini si è autoaccusato in quegli stessi giorni. Materia invece non ha dubbi. Il movente dell'omicidio andrebbe ricercato nella decisione di Campanile di uscire dalla Giovane Italia,un'organizzazione di destra della quale faceva parte anche Bellini, e di aderire a Lotta Continua, schierata a sinistra.
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