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2007-06-20 - Giornale di Reggio - Campanile: Bellini verso lo sconto della pena Stampa E-mail
giovedì, 21 giugno 2007
Campanile: Bellini verso lo sconto della pena
Il 30 ottobre il giudizio sul pentito con la formula del rito abbreviato

di Giovanni Vignali

Omicidio Alceste Campanile: il 30 ottobre prossimo il giudice Riccardo Nerucci dirà se il collaboratore di giustizia Paolo Bellini, che si autoaccusa dell'assassinio perpetrato nel 1975, è colpevole o innocente.
La formula processuale scelta è quella del giudizio abbreviato, dunque l'udienza si svolgerà a porte chiuse. L'ex killer, oggi collaboratore di giustizia, avrà diritto a una dichiarazione spontanea ma sostanzialmente la decisione scaturirà dalle carte già in mano al Gup: gli interrogatori resi dallo stesso Bellini al procuratore della Repubblica Italo Materia innanzi tutto, la sua ricostruzione di quella terribile notte, nonché le perizie (balistica e necroscopica) di allora. Il rito abbreviato prevede che, in caso di colpevolezza, venga riconosciuto al pentito lo sconto di un terzo della pena, e che comunque la sentenza sia appellabile.

E' quanto è scaturito ieri in tribunale a Reggio dall'udienza preliminare. Dimagrito, elegante in un vestito blu e camicia, Bellini è entrato con due ore e un quarto di ritardo in aula, alle 11.45, scortatissimo e occultato alla vista della pattuglia di cameraman, fotografi e cronisti in attesa sin dalle 9.30. Il collaboratore di giustizia ha avuto il tempo di fumarsi una sigaretta prima di prendere l'ascensore e presentarsi davanti a Nerucci, in una stanza presidiata da carabinieri e poliziotti: è entrato da un ingresso laterale, s'è accomodato sui banchi dell'aula 8 pochi metri davanti a Domenico Campanile, fratello di Alceste, che si è costituito parte civile.

Il difensore del pentito, Manfredo Fiormonti, ha comunicato al Gup l'intenzione di optare per il giudizio abbreviato. Il magistrato ha chiesto a Bellini se questa fosse la sua intenzione. Tranquillo, l'ex killer della Mucciatella s'è alzato e ha risposto in modo affermativo. Di fianco a loro il procuratore Materia ascoltava, mentre gli avvocati Enrica Sassi e Tommaso Fazio, ufficializzavano per la famiglia Campanile la costituzione di parte civile. Una scelta coraggiosa da parte dei parenti della vittima e una testimonianza del dolore provato per questi trentadue lunghissimi anni senza un colpevole dell'omicidio di Alceste, senza un movente né una ragione plausibile a lenire - almeno in minima parte - la sofferenza di una perdita intima e difficile da sopportare.

32 anni dopo, sono bastati 15 minuti per pervenire a questa decisione. Alle 12 spaccate Bellini e il suo legale avevano già abbandonato il palazzo di Giustizia reggiano da un'uscita laterale, mentre uno a uno il procuratore capo e i patrocinatori della famiglia Campanile lasciavano l'aula assediati dalle domande alle quali Domenico, comprensibilmente sconvolto da quanto accaduto, preferiva non rispondere. Bellini ha raccontato che quello del militante di Lotta continua è stato un omicidio politico, ordinato da Avanguardia nazionale, orchestrato a Parma e realizzato a Reggio, con la complicità di una cellula di Massa Carrara che si incaricò di far sparire l'arma. Il 30 ottobre il pentito comparirà in aula da solo, e verrà giudicato sulla base dell'attendibilità della ricostruzione che ha fatto di quell'evento. Non ci sono prove per i suoi presunti complici, e per loro è stata avanzata la richiesta di archiviazione.

Materia tranquillo: "E' credibile"

UNA BOCCATA al sigaro, il faldone con i documenti del caso-Campanile sottobraccio, il procuratore della Repubblica Italo Materia ha commentato ieri con grande tranquillità l'esito dell'udienza davanti al Gup Riccardo Nerucci. «Si va al giudizio abbreviato secco. L'ha chiesto la difesa di Bellini, l'appuntamento è per il 30 ottobre».

E' una buona notizia, questa?

Diciamo che Bellini non ha ritrattato nulla di quanto ci disse negli interrogatori precedenti. Conferma tutto, lo ha fatto con la sua viva voce.

Lei ha richiesto l'archiviazione per i quattro coindagati che Bellini coinvolge in questo omicidio. Come mai?


Non basta che uno racconti un fatto per chiamare in correità altre persone. L'intendimento della Cassazione negli ultimi anni ha tracciato una strada ben precisa. Ovvero: occorre trovare altri riscontri prima di chiedere il rinvio a giudizio di terzi. Per fare un esempio, se uno dice di aver fatto una rapina con un complice non è sufficiente per portare davanti al giudice questa seconda persona. In questo caso mancavano elementi concreti per coinvolgere Franca Tanzi, Piercelso Mezzadri, Roberto Leoni e Piero Firomini. Quindi ho chiesto l'archiviazione.

Ciò non inficia la credibilità della ricostruzione di Bellini?

No, Bellini a mio parere è credibile. Ogni procedimento è autonomo e distinto da un altro. Su questa richiesta di archiviazione si pronuncerà un giudice diverso.

A Brescia poche settimane or sono il Gup non ha creduto alle parole del collaboratore di giustizia, prosciogliendolo nonostante si autoaccusasse dell'assassinio dei due calabresi Puca e Scida. E' un precedente grave per la sua attendibilità?

Sono fatti diversi, e anche su questo punto voglio essere chiaro: una persona può essere credibile su un argomento e su un altro no. Su Campanile ritengo che il pentito lo sia.

Gli ex di Lotta continua in tribunale

SI SONO ritrovati a 35 anni e passa di distanza, in tribunale. «Avevo contribuito a fondare Lotta continua assieme a Luigi Pozzoli - spiegava ieri mattina Rosario Sferruzza - Poi abbiamo preso strade diverse». Strade diverse, certo, ma c'erano anche Willer Barbieri e la moglie Sonia ieri, fuori dall'aula. Gli ex di Lc a Reggio hanno atteso per un po', quindi hanno capito che non c'era la possibilità di ascoltare le parole di Bellini, che si autoaccusa dell'omicidio di Alceste Campanile, l'amico morto una notte del 1975, e se ne sono andati. Non prima di salutare il fratello, Domenico, assistito dai legali Enrica Sassi e Tommaso Fazio. Lui, Mimmo, elegante e silenzioso ha rifiutato ogni domanda: «Datemi qualche giorno di tempo, parlerò quando avrò smaltito l'emozione».

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