|
|
|
|
2007-06-20 - Il Resto del Carlino - Il PM: Bellini è credibile |
|
|
|
giovedì, 21 giugno 2007 |
Il PM: Bellini è credibile, uccise Campanile da solo. I complici? Non ci credo di Gabriele Flamma
E' durata appena 15 minuti l'udienza preliminare per l'omicidio di Alceste Campanile, lo studente di Lotta continua assassinato nel 1975, e si è conclusa con la richiesta di rito abbreviato da parte dell'imputato Paolo Bellini, 53 anni, pregiudicato per mafia ed ex militante di gruppi di estrema destra che nel '99 ha confessato di essere l'autore dell'assassinio. Ieri mattina al tribunale di Reggio si respirava un'aria da maxi processo. Bellini è arrivato al Palazzo di giustizia intorno alle 11.45 e subito è stato blindato all'interno dell'aula interdetta al pubblico. Il legale dell'ex primula nera ha richiesto la formula abbreviata a nome del suo cliente, ma il giudice Riccardo Nerucci ha voluto sentire la richiesta dalla voce del diretto interessato. «Confermo di richiedere il rito abbreviato», sono state queste le uniche parole che l'imputato ha pronunciato in aula, prima di essere portato via dai Carabinieri e ripartire verso la cella del carcere del Lazio in cui è detenuto. Bellini, arrivato in città in macchina da Bologna dove è atterrato con un volo proveniente da Roma, ieri ha mantenuto l'atteggiamento distaccato che da anni lo contraddistingue nei molti processi che l'hanno visto protagonista. Era vestito in abito scuro, elegante ma senza cravatta, e non ha lasciato trasparire nessun tipo di emozione, nemmeno al cospetto del fratello della vittima, Domenico Campanile, unico rappresentante della famiglia presente in aula.
IL PROCESSO, che secondo la formula richiesta si svolgerà sulla base degli atti già acquisiti e delle dichiarazioni fornite a partire dal '99, verrà celebrato il prossimo trenta ottobre. «L'imputato non è tornato indietro e l'accusa tiene», è stato il commento soddisfatto del procuratore capo di Reggio, Italo Materia, che ha richiesto l'archiviazione delle indagini per le altre quattro persone che Bellini ha indicato come suoi compiici nell'omicidio. «Non ci sono elementi oltre alle dichiarazioni dell'imputato — ha spiegato Materia— che inducano a ritenere che il quartetto abbia effettivamente partecipato al delitto». Riguardo all'attendibilità di quanto dichiarato dall'ex militante nero, che sempre nel '99 si è addossato la responsabilità di due delitti di matrice mafiosa senza essere creduto dalla Corte di Appello di Brescia, Materia ha commentato che «le persone sono più o meno credibili a seconda delle situazioni e dei riscontri».
L'OMICIDIO di Alceste Campanile, militante di Lotta Continua assassinato all'età di 22 anni, nella notte tra il 12 e il 13 giugno del 1975 nelle campagne di Montecchio, avvenne alla vigilia delle elezioni amministrative. Questo elemento, unito all'impegno in politica della vittima, ha da subito lasciato pensare che il movente dell'assassino fosse di natura politica. La svolta nelle indagini è arrivata 24 anni dopo i fatti, quando Bellini ha rivendicato di essere l'autore del delitto. «L'ho riconosciuto mentre faceva l'autostop, l'ho fatto salire in macchina e portato in campagna», ha dichiarato: «Poi gli ho sparato alla nuca, alla schiena e al petto».
L'intervista: parla Domenico Campanile, fratello di Alceste "Non lo odio, ma spero si arrivi presto alla condanna"
Spero si arrivi presto alla condanna. Sono più di trent'anni che aspetto di sapere con certezza perché è morto Alceste e chi l'ha ucciso. Mi auguro che il momento della verità sia finalmente arrivato». Non c'è rancore nelle parole di Domenico Campanile, fratello dell'ex militante di Lotta Continua assassinato nel giugno del '75, ma il bisogno di avere una risposta definitiva per una tragedia ancora senza un perché.
Cosa ha provato ieri quando ha visto nell'aula del tribunale Paolo Bellini, l'uomo che ha confessato il delitto di suo fratello?
«E' difficile rispondere. Tutto si è svolto talmente in fretta, senza dichiarazioni o domande, che non ho fatto in tempo a rendermi conto di cosa stava accadendo. Non penso di odiare Bellini, ma spero venga condannato al più presto, in modo da avere una verità a cui credere».
Ha dubbi riguardo alla confessione dell'ex primula nera?
«Perché dovrei averne? Io credo a ciò che ha detto. Lui e mio fratello erano avversari politici e quella rivalità è stata il movente dell'omicidio».
In passato sua madre Lucrezia Fazio, ha ipotizzato che alla base dell omicidio potesse esservi un'inchiesta sulla droga che Alceste stava conducendo e con cui si era creato dei nemici. Lei cosa ne pensa?
«In famiglia siamo tutti convinti che l'assassinio sia di matrice politica».
All'epoca dei fatti lei aveva vent'anni, cosa ricorda di quei giorni drammatici?
«Mi porto ancora dentro lo sgomento e l'incredulità di fronte alla notizia dell'omicidio a colpi di pistola. Erano anni difficili e le scazzottate tra militanti di diverse fazioni politiche erano all'ordine del giorno, ma nessuno avrebbe mai pensato che si potesse arrivare a tanto. Non era mai successo niente di così grave da queste parti. E' stata una tragedia che non avremmo potuto nemmeno immaginare».
Conosceva Bellini all'epoca?
«No. Forse di nome, perché era già piuttosto noto in città, ma l'ho visto per la prima volta quando ha confessato nel '99».
Conosceva gli amici di suo fratello e gli ambienti che frequentava?
«Solo di vista, perché ero fuori dal suo giro di conoscenze. Sono venuto a contatto con alcuni degli amici di Alceste solo dopo la sua morte».
Finora lei ha seguito tutte le fasi delle indagini, ci sarà anche all'udienza del trenta ottobre?
«Certo. La conclusione di questo processo sarà un passo importante non solo per la mia famiglia, ma anche per la giustizia italiana». |
|
|
|