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2007-06-20 - L'informazione - Campanile, giudizio abbreviato per Bellini Stampa E-mail
mercoledì, 20 giugno 2007
Campanile, giudizio abbreviato per Bellini
Niente dibattimento, niente show: è rimasto in aula appena 15 minuti

di Davide Bianchini

Confermo di volere il rito abbreviato ». Poche parole, pronunciate con la voce ferma di chi respira spesso l'aria delle aule dei palazzi di Giustizia di tutta Italia.Paolo Bellini,54 anni,è rimasto davanti al gup Riccardo Nerucci, chiamato a celebrare l'udienza preliminare del processo che dovrà fare luce sul delitto Campanile, appena quindici minuti. Giusto il tempo di sentirsi dire di tornare a Reggio il prossimo 30 ottobre, alle 11, quando sarà processato.

Chi si aspettava il rinvio a giudizio e uno show in dibattimento, è rimasto deluso. Si procederà con rito abbreviato (che garantisce lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna) davanti allo stesso gup, per la soddisfazione del procuratore Materia che ha sempre creduto alla confessione dell'ex primula nera. L'udienza, attesa da trentadue anni, era in programma alle 9,30. Bellini è però arrivato in tribunale solo due ore dopo perché l'aereo che da Roma (è detenuto in provincia di Frosinone) l'ha portato a Bologna ha avuto un ritardo. Un'attesa degna di una star più che di un killer che ha confessato omicidi a manciate. Bellini è entrato in aula alle 11,45 e si è seduto alla destra del suo avvocato Manfredo Fiormonti. Elegante,in abito blu, ma senza cravatta, e con il viso più rotondo rispetto al passato. Quando il giudice gli ha chiesto una conferma alla richiesta di giudizio abbreviato avanzata dal suo legale, ha risposto con un tono di voce che ha palesato una tranquillità incredibile se confrontata alla gravità del reato contestato.

Nel corso dell'udienza il fratello e la madre di Alceste, Domenico (presente in aula) e Lucrezia, si sono costituti parte civile con gli avvocati Tommaso Fazio del foro di Lecce (a sua volta cugino della vittima) e l'avvocato reggiano Enrica Sassi. «Una costituzione dovuta - ha spiegato Fazio - perché è nostro interesse che sia accertata la verità. Per lo stesso motivo non ci siamo opposti alla richiesta di giudizio abbreviato». A questo punto Bellini sarà giudicato in base agli atti di indagine. Materia non ha dubbi: l'omicidio è stato dettato da un movente politico. La destra non aveva perdonato ad Alceste l'essere passato dalla Giovane Italia a Lotta Continua. Era accaduto quando Campanile aveva 16 anni e tornò d'attualità due mesi e mezzo prima dell'esecuzione a causa di un volantino distribuito da giovani di destra davanti allo Zanelli dopo un alterco con studenti di sinistra, tra i quali c'era anche Alceste. Quel tradimento, sostiene Materia, fu punito con un delitto le cui modalità fanno pensare a una giustizia militare.

Agì da solo? Secondo Materia no. Qualcuno lo aiutò,ma a distanza di trent'anni non è stato possibile trovare riscontri alle sue parole e dare con certezza un nome e un volto ai complici. Per questo motivo il procuratore capo ha chiesto l'archiviazione delle accuse mosse contro il reggiano Roberto Leoni,il massese Piero Firomini e la coppia parmense Piercelso Mezzadri e Franca Tanzi. A decidere, in questo caso, sarà il gip Cristina Beretti. In tribunale, con la speranza di vedere fatta giustizia, c'erano anche alcuni amici di Campanile. Torneranno anche il prossimo 30 ottobre. «Speriamo di saltarci fuori - ha commentato Rosario Sferruzza uscendo dal tribunale - Almeno a livello terreno, giustizia sarà fatta. Al resto penserà il Signore ».

Materia è soddisfatto: «L'accusa tiene»
 
E' stata una mattina intensa quella vissuta dal procuratore capo Italo Materia. La decisione di Bellini di essere giudicato con rito abbreviato è una ulteriore conferma alla confessione data. Confessione  sulla cui credibilità dovrà esprimersi il giudice. «Bellini non è tornato sui suoi passi, vuole essere giudicato in base agli atti di indagine - commenta Materia - Significa che l'accusa tiene. È tutto a posto. La sentenza utilizzerà gli atti di indagine fatti sia in passato sia in tempi recenti». E a chi gli chiede un
commento e un collegamento con la sentenza di proscioglimento pronunciata dal gup di Brescia circa il doppio omicidio di Viadana, datato 1992 e confessato da Bellini nel giugno del 1999 (negli stessi giorni in cui si autoaccusò della morte di Campanile), Materia risponde così: «Ritengo credibile Bellini. Ogni procedimento fa storia a sè».
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