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Nella notte tra il 12 e il 13 giugno 1975, Alceste Campanile, 22 anni, veniva ucciso, a Reggio Emilia, nella nostra città, con due colpi di pistola, sulla strada che doveva portarlo a ballare in un locale vicino a Montecchio. Ricorreranno, nel giugno 2005, 30 anni da quel giorno. Vogliamo ricordarlo nell'intento di conservare a noi stessi e consegnare ad altre generazioni, il senso della sua storia.
Alcuni di noi erano amici di Alceste, altri condividevano con lui un'appartenenza politica, altri hanno condiviso la ferita traumatica di quell'omicidio nella vita della nostra città.
Perchè vogliamo ricordare Alceste? Questa domanda, personale e condivisa, non ha risposta. Esisteranno forse, se ne avremo il desiderio e la necessità, le risposte intime, rese pubbliche, della nostra testimonianza, di ciascuno e insieme di tutti. Queste risposte, da cercare, sono quanto ci accomuna.
Desideriamo che Alceste sia celebrato nel ricordo degli amici, nella interrogazione e nella riflessione dei suoi compagni di Lotta Continua, e delle persone che hanno partercipato ai contrasti della vita civile della nostra città in quegli anni.
E' un invito che nasce dalla condivisione, rivolto a ciascuno abbia desiderio di fare dono ad Alceste, e per suo tramite, a se stesso e alla nostra città, della propria testimonianza.
Il nostro intento è anche politico: lo è nella accezione più profonda, intensa. La polis, la città, il civile raccogliersi di amici e conoscenti e cittadini, una comunità di persone "naturalmente" diverse.
Questo vuole essere un invito alla condivisione di un ricordo, di un affetto, di una ricerca che ha dimora nelle idee e nella vita delle persone.
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