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Tra la via emilia e cuba: storie di attacchinaggio (Angelo) |
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domenica, 06 marzo 2005 |
L'idea di chiamarci gruppo "El Rebelde" era stata di Beppe....
La
pattuglia ,oltre a noi due, era composta da Alceste, Sebastiano
e.Antonio.
L'attività consisteva nell'attacchinaggio di manifesti rigorosamente
serigrafati in "proprio"; le indicazioni operative
sostanzialmente due:
"tàiom" che indicava la necessità di allontanarsi velocemente dalla
zona per l'arrivo della squadra politica e " ce purtamme appresso o
mazzariello " ovvero lo strumento atto a mescolare la colla, ma che
poteva essere utilizzato anche come difesa in caso di assoluta
necessità!
L'episodio più divertente nella carriera del gruppo si è verificato nei
pressi dei portici di San Pietro quando, nottetempo, "El Rebelde" in
piena
fase di attacchinaggio avvista, su tre lati, agenti della polizia politica in borghese.
Mentre Alceste, Beppe, Sebastiano e io, vistoci circondati, abbiamo
superato ogni indecisione sul da farsi e al grido di "tàiom" ci siamo
diretti
in diverse direzioni, Antonio è rimasto solo...immobile dietro il cartellone pubblicitario, nella speranza di mimetizzarsi.
Il trucco è riuscito nonostante da sotto il cartellone fossero ben visibili ...le sue gambe e " o mazzariello" !!
Angelo |