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Un passo avanti verso la verità (Willer Barbieri) Stampa E-mail
sabato, 08 ottobre 2005
La pubblicazione di stralci del verbale d'interrogatorio del 17 marzo 2005, da parte della Gazzetta di Reggio, chiarisce molti importanti aspetti della vicenza, e ci avvicina sensibilmente alla verità sull'omicidio di Alceste.

La prima versione riferita da Bellini - pur non collocando nel contesto reale il movente e le complicità - lasciava tuttavia trasparire alcuni aspetti della verità, oltre alla basilare ammissione di avere compiuto quel delitto:

Una componente di casualità : " l'ho incontrato per caso, è nato un diverbio ...". Queste affermazioni, funzionali sia alla volontà di non tirare in ballo gli altri ed eventualmente beneficiare della prescrizione del reato, mettevano tuttavia in luce questa componente di casualità, un fattore che ha certamente favorito gli assassini e giocato a sfavore della giustizia. Se l'omicidio fosse stato compiuto con le modalità architettate (da killer venuti da Massa), le tracce lasciate sarebbero state certamente maggiori: i killer avrebbero dovuto venire a Reggio più di una volta: per conoscere i luoghi, riconoscere la persona, etc etc.

Il profilo di Bellini: Bellini è uno che confessa di avere ammazzato - negli anni - tante persone da farci una squadra di calcio. In quel momento tuttavia è uno che non sa ancora "cosa farà da grande": è in quella notte che Bellini "crea il suo mito".


Cosa c'è in più ora nelle dichiarazioni di Bellini?
Prima di tutto, il contesto politico e i legami in cui matura la decisione,  quei legami che Bellini, latitante per tentato omicidio, utilizzerà per espatriare in Spagna.

Avanguardia Nazionale, Massa Carrara e i fascisti reggiani: Avanguardia Nazionale (AN, da non confondere con l'attuale Alleanza Nazionale)  nasce negli anni '60, fondata da Stefano Delle Chiaie. Alla fine dei '60, AN si scioglie per venire poi ricostituita nel 1970, affermandosi in breve tempo come la più pericolosa - insieme a Ordine Nuovo - aggregazione della destra estrema.
Nel '75 è in piena attività: il 16 aprile '75 a Milano Antonio Braggion - appartenente ad AN - spara e uccide Claudio Varalli durante uno scontro di strada. Nel '75 è in corso un progetto di unificazione tra AN e Ordine Nuovo: nel settembre 75 c'è un incontro ad Albano Laziale tra i vertici delle due organizzazioni, cui partecipano tra gli altri, rientrando clandestinamente in Italia dalla latitanza in Spagna, Stefano Delle Chiaie e Pierluigi Concutelli. In questo contesto diventa assai comprensibile l'attivismo della cellula di Massa Carrara, notoriamente una delle piazzeforti della organizzazione di Delle Chiaie.

Il 21 giugno 75 appare su Lotta Continua un articolo " L'ordine di uccidere Alceste è partito molto in alto" - pubblicato sul sito - , che è la più lucida descrizione del contesto in cui matura l'omicidio, nel quale, tra l'altro, è argomentata la tesi che "Legione Europa" è una cosa sola con Ordine Nuovo:

" D'altra parte, alcuni fascisti reggiani, già da qualche tempo, hanno stretto un rapporto organico e stabile con la feccia dello squadrismo parmense. L'unificazione politico-organizzativa tra i fascisti di Parma e Reggio Emilia avviene attorno a un'ipotesi politica e esplicitamente terroristica che punta a provocare le forze di sinistra e a obbligare il Msi a iniziative più « dure ». Da questo quadro emerge la figura del criminale nero

Roberto Leoni dì Reggio Emilia, che unisce alla attività squadristica e clandestina il « lavoro » di magnaccia. (il night Pussycat - ndr) ...
E' probabile che questo progetto (l'omicidio di Alceste - ndr) venga sottoposto a giudizio del centro decisionale della Legione Europa, a Milano e venga lì perfezionato sino a diventare un vero e proprio piano omicida. .... A questo livello viene decisa l'azione di copertura attuata dal gruppo di Parma e in particolare dal Ballabeni, mentre d'altra parte l'omicidio viene preparato da una rete logistica e di appoggio presente a Reggio Emilia "

Due colpi sparati dalla stessa pistola: il primo colpo Alceste lo riceve alla nuca e esce dalla fronte: un colpo chiaramente "mortale": perchè un secondo colpo, se - secondo il primo Bellini - tutto è nato da un alterco, da un fatto rabbioso ? Perchè non andarsene subito, in fretta, dal ciglio della strada da cui qualcuno può vederti ?
E' vero tuttavia che la personalità di Bellini non è lineare: un anno dopo tenta di ammazzare il
fidanzato della sorella di fronte a testimoni. Quella sera Bellini dimostra al Leoni, che agli occhi del ventiduenne Bellini "aveva una marcia in più" , come si fa ...

Il fatto che le pistole siano state consegnate a Bellini è, a mio avviso, plausibile. Dovremmo pensare che i killer vengano da Massa con la pistola in tasca ...? E' invece plausibile che siano state recapitate qui, per essere poi consegnate a chi deve usarle poco prima dell'azione.

La località in cui Alceste viene ucciso: se pianifichi un omicidio, perché porti questa persona lontano da reggio una ventina di chilometri, quando esistono luoghi appartati a 2 minuti dal centro? Adesso, alla luce del verbale del 17 marzo, si spiega perfettamente: Bellini e Leoni stanno facendo un sopralluogo, si dirigono prima a un locale sulla via Emilia verso Parma, con l'intenzione poi di andare alla Fratta. Su questo tragitto incontrano Alceste, che vuole raggiungere la stessa meta in autostop.

Il padre di Bellini: finalmente viene alla luce il duplice - disastroso - ruolo del padre. In primo luogo è uno che tira su il figlio a pane e ceffoni. In secondo luogo ha amicizie influenti in ambienti di quei settori dello stato noti come "apparati deviati", molto potenti in quegli anni. E l'episodio del poliziotto che durante una perquisizione alla Mucciatella alla ricerca del latitante Bellini, ci trova il procuratore di Bologna è emblematico e grottesco.

Infine due elementi, tra altri, ancora da chiarire:

Il primo: la storia del volantino di rivendicazione a firma Legione Europa; ma - alla luce del quadro circostanziato fatto da Bellini - è davvero plausibile che sia frutto di un "povero mitomane", il fascista parmense Donatello Ballabeni, uno già coinvolto nell'assassinio di Mario Lupo, militante di Lotta Continua a Parma nel 1972 ?

Il secondo: nel verbale Bellini continua a confermare l'episodio dell'incontro con Alceste e un'altra persona mentre armeggiano con una tanica di benzina intorno alla Mucciatella; anzi - nel nuovo quadro che si crea - risulta ancor più significativo. Se l'episodio è vero - e a mio avviso è plausibile - c'è qualcuno che era con Alceste quella sera che può confermarlo.  Sempre che abbia l'onestà e il coraggio civile di farlo. Sarebbe non solo il compimento di un dovere verso la giustizia e verso quanti non hanno smesso di chiedere giustizia per Alceste, ma anche un atto dovuto alla memoria di un amico e compagno ammazzato.

Willer Barbieri

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