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La pubblicazione di stralci del verbale
d'interrogatorio del 17 marzo 2005, da parte della Gazzetta di Reggio,
chiarisce molti importanti aspetti della vicenza, e ci avvicina
sensibilmente alla verità sull'omicidio di Alceste.
La prima versione riferita da Bellini - pur non
collocando nel contesto reale il movente e le complicità - lasciava
tuttavia trasparire alcuni aspetti della verità, oltre alla basilare
ammissione di avere compiuto quel delitto:
Una componente di casualità : " l'ho incontrato per caso, è nato
un diverbio ...". Queste affermazioni, funzionali sia alla volontà di
non tirare in ballo gli altri ed eventualmente beneficiare della
prescrizione del reato, mettevano tuttavia in luce questa componente di
casualità, un fattore che ha certamente favorito gli assassini e
giocato a sfavore della giustizia. Se l'omicidio fosse stato compiuto
con le modalità architettate (da killer venuti da Massa), le tracce
lasciate sarebbero state certamente maggiori: i killer avrebbero dovuto
venire a Reggio più di una volta: per conoscere i luoghi, riconoscere
la persona, etc etc.
Il profilo di Bellini: Bellini è uno che confessa di avere
ammazzato - negli anni - tante persone da farci una squadra di calcio.
In quel momento tuttavia è uno che non sa ancora "cosa farà da grande":
è in quella notte che Bellini "crea il suo mito".
Cosa c'è in più ora nelle dichiarazioni di Bellini?
Prima di tutto, il contesto politico e i legami in cui matura la
decisione, quei legami che Bellini, latitante per tentato
omicidio, utilizzerà per espatriare in Spagna.
Avanguardia Nazionale, Massa Carrara e i fascisti reggiani:
Avanguardia Nazionale (AN, da non confondere con l'attuale Alleanza
Nazionale) nasce negli anni '60, fondata da Stefano Delle Chiaie.
Alla fine dei '60, AN si scioglie per venire poi ricostituita nel 1970,
affermandosi in breve tempo come la più pericolosa - insieme a Ordine
Nuovo - aggregazione della destra estrema.
Nel '75 è in piena attività: il 16 aprile '75 a Milano Antonio Braggion
- appartenente ad AN - spara e uccide Claudio Varalli durante uno
scontro di strada. Nel '75 è in corso un progetto di unificazione tra
AN e Ordine Nuovo: nel settembre 75 c'è un incontro ad Albano Laziale
tra i vertici delle due organizzazioni, cui partecipano tra gli altri,
rientrando clandestinamente in Italia dalla latitanza in Spagna,
Stefano Delle Chiaie e Pierluigi Concutelli. In questo contesto diventa
assai comprensibile l'attivismo della cellula di Massa Carrara,
notoriamente una delle piazzeforti della organizzazione di Delle Chiaie.
Il 21 giugno 75 appare su Lotta Continua un articolo " L'ordine di
uccidere Alceste è partito molto in alto" - pubblicato sul sito - , che
è la più lucida descrizione del contesto in cui matura l'omicidio, nel
quale, tra l'altro, è argomentata la tesi che "Legione Europa" è una
cosa sola con Ordine Nuovo:
" D'altra parte, alcuni fascisti reggiani, già da qualche tempo, hanno
stretto un rapporto organico e stabile con la feccia dello squadrismo
parmense. L'unificazione politico-organizzativa tra i fascisti di Parma
e Reggio Emilia avviene attorno a un'ipotesi politica e esplicitamente
terroristica che punta a provocare le forze di sinistra e a obbligare
il Msi a iniziative più « dure ». Da questo quadro emerge la figura del
criminale nero
Roberto Leoni dì Reggio Emilia, che unisce alla attività squadristica e
clandestina il « lavoro » di magnaccia. (il night Pussycat - ndr) ...
E' probabile che questo progetto (l'omicidio di Alceste - ndr) venga
sottoposto a giudizio del centro decisionale della Legione Europa, a
Milano e venga lì perfezionato sino a diventare un vero e proprio piano
omicida. .... A questo livello viene decisa l'azione di copertura
attuata dal gruppo di Parma e in particolare dal Ballabeni, mentre
d'altra parte l'omicidio viene preparato da una rete logistica e di
appoggio presente a Reggio Emilia "
Due colpi sparati dalla stessa pistola: il primo colpo Alceste
lo riceve alla nuca e esce dalla fronte: un colpo chiaramente
"mortale": perchè un secondo colpo, se - secondo il primo Bellini -
tutto è nato da un alterco, da un fatto rabbioso ? Perchè non andarsene
subito, in fretta, dal ciglio della strada da cui qualcuno può vederti
?
E' vero tuttavia che la personalità di Bellini non è lineare: un anno dopo tenta di ammazzare il
fidanzato della sorella di fronte a testimoni. Quella sera Bellini
dimostra al Leoni, che agli occhi del ventiduenne Bellini "aveva una
marcia in più" , come si fa ...
Il fatto che le pistole siano state consegnate a Bellini è, a mio
avviso, plausibile. Dovremmo pensare che i killer vengano da Massa con
la pistola in tasca ...? E' invece plausibile che siano state recapitate
qui, per essere poi consegnate a chi deve usarle poco prima dell'azione.
La località in cui Alceste viene ucciso: se pianifichi un
omicidio, perché porti questa persona lontano da reggio una ventina di
chilometri, quando esistono luoghi appartati a 2 minuti dal centro?
Adesso, alla luce del verbale del 17 marzo, si spiega perfettamente:
Bellini e Leoni stanno facendo un sopralluogo, si dirigono prima a un
locale sulla via Emilia verso Parma, con l'intenzione poi di andare
alla Fratta. Su questo tragitto incontrano Alceste, che vuole
raggiungere la stessa meta in autostop.
Il padre di Bellini: finalmente viene alla luce il duplice -
disastroso - ruolo del padre. In primo luogo è uno che tira su il
figlio a pane e ceffoni. In secondo luogo ha amicizie influenti in
ambienti di quei settori dello stato noti come "apparati deviati",
molto potenti in quegli anni. E l'episodio del poliziotto che durante
una perquisizione alla Mucciatella alla ricerca del latitante Bellini,
ci trova il procuratore di Bologna è emblematico e grottesco.
Infine due elementi, tra altri, ancora da chiarire:
Il primo: la storia del volantino di rivendicazione a firma Legione
Europa; ma - alla luce del quadro circostanziato fatto da Bellini - è
davvero plausibile che sia frutto di un "povero mitomane", il fascista
parmense Donatello Ballabeni, uno già coinvolto nell'assassinio di
Mario Lupo, militante di Lotta Continua a Parma nel 1972 ?
Il secondo: nel verbale Bellini continua a confermare l'episodio
dell'incontro con Alceste e un'altra persona mentre armeggiano con una
tanica di benzina intorno alla Mucciatella; anzi - nel nuovo quadro che
si crea - risulta ancor più significativo. Se l'episodio è vero - e a
mio avviso è plausibile - c'è qualcuno che era con Alceste quella sera
che può confermarlo. Sempre che abbia l'onestà e il coraggio
civile di farlo. Sarebbe non solo il compimento di un dovere verso la
giustizia e verso quanti non hanno smesso di chiedere giustizia per
Alceste, ma anche un atto dovuto alla memoria di un amico e compagno
ammazzato.
Willer Barbieri
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