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vorrei dire fatelo! ricordate! (Lucia) |
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mercoledģ, 16 febbraio 2005 |
Lettere mai spedite. Quanto sono giuste per me, queste tre parole,
adesso qui. Adesso, qui, che io Alceste non l'ho mai visto, non ero
nata, non c'ero ancora. Leggendo la lettera di mio padre, ho sentito come un profondo abisso
fatto di tempo, una distanza sconosciuta, che a noi figli ci fa pensare
che i nostri genitori siano nati con noi, che il loro percorso non
avesse un prima della nostra nascita. Come se il mondo non foss'altro
che un teatrino di marionette, che si mette in moto con noi, e che
finirą di girare quando noi smetteremo di vivere.
Ed č invece una scoperta, una domanda, per me figlia, riscoprire un
passato reale, concreto, fatto di affetti, di rapporti, di idee e di
persone che attraversa i miei genitori e irrompe nel mio essere
quotidiano, vincendo il tempo.
Anche Alceste č arrivato fino a me, grazie a voi. A voi, genitori e
amici, a voi che ci avete creduto, un tempo. Ed č questa forse l'ultima
e unica cosa che possiamo e potete fare. Ricordare.
Questo mondo fa paura, cari genitori tutti. Questo mondo sfianca, č
povero. Povero di voi, che adesso siete grandi. Povero di memoria,
povero anche della voglia di averne una, di memoria.
E a voi, che di questo spazio potete godere fino in fondo, a voi vorrei
dire fatelo! ricordate!, voi che potete, voi che avete memoria, fatelo.
E vorrei lo faceste per voi stessi, per la memoria di ciņ che eravate,
per il bello di esserci ancora, tutti qui, dopo tanto tempo.
Facendo anche un po' vostra, ogni nuova nostra memoria.
Per questo, anche per la memoria di Alceste, queste parole. Che io ci penso ad Alceste.
Perņ il mio Alceste non ha voce, non ha sorrisi, nč corpo nč giorni. Mentre il vostro, si.
Lucia Barbieri
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